Partendo dal tema progettuale proposto, ovvero la RI(E)VOLUZIONE, ho individuato i miei sogni e le mie passioni principali, mirati a creare un progetto innovativo e impattante. Sin dall’inizio del mio percorso formativo, ho sempre avuto ben chiara l’idea di quello che sarebbe stato il mio progetto di sintesi finale: un progetto partito da me ma che si sarebbe concluso nella mente e nel cuore dello spettatore o dell’ascoltatore. I miei sogni principali sono essenzialmente due: esprimere me stesso ed essere chi voglio. Tra le mie tante passioni, ho identificato le due che tornano frequentemente nella mia vita, nel mio lavoro e nel mio modo di vivere: l’arte e il pop. L’arte intesa sia come immenso patrimonio culturale, sia come pathos ed emozione. Pop non solo inteso come Pop di Andy Warhol ma anche come un insieme di emozioni, mood, moda, musica e lifestyle che vivo e voglio trasmettere. Il mio desiderio è di creare un progetto rivoluzionario in cui arte e pop convivano permettendo a noi tutti di esprimerci, senza vincoli, censure e limiti. Un concetto simile stato declinato da Lady Gaga nel suo ultimo lavoro discografico dal nome: “ARTPOP”, nell’intento di collocare l’arte nella musica pop e nella sua cultura diversamente dalla Pop Art, che mirava ad elevare la cultura pop ad arte e a massificarla. L’obiettivo che mi sono prefissato è di indagare nel passato e nel presente, personaggi e correnti che hanno espresso o rappresentato, nonostante violenti conflitti interiori, i miei stessi sogni e le mie medesime passioni, seppur in ambiti e contesti diversi. Il progetto è la perfetta sintesi di ciò che sono e voglio essere: un artista ma al contempo un progettista, capace di esprimersi attraverso i propri strumenti e le proprie passioni.

Desidero

essere chi voglio
esprimere me stesso

amo

l’arte
il pop

Chi mi ha ispirato

The end

prima parte

L’arte e il pop sono due ambiti distanti, si contrastano ma a volte si completano. Entrambi aiutano l’uomo a espiare la propria angoscia e il proprio dolore. Da una parte abbiamo una tela su cui l’artista ha dipinto i propri sentimenti, dall’altra una tela stampata dove l’uomo-consumatore riconosce se stesso nei prodotti di massa. In entrambi i casi assistiamo ad una alienazione: l’uomo traspone se stesso altrove e si sente più forte, più leggero e più libero.
Il mio progetto ha questo scopo: accendere un processo di catarsi in tutti gli spettatori, consapevoli del fatto che, al termine dell’esperienza, si sentiranno più forti di prima e in grado, seppure inizialmente, di affrontare la vita e i suoi limiti.

Concept

Il concept del progetto è quello di creare un’esperienza nel quale tutti possano mettere in luce il proprio dolore, la propria repressione e farla esplodere in luce e colore. Il concetto di ARTPOP di Lady Gaga parte da questo. “Se con Andy Warhol, Marilyn è diventata l’oggetto della tela, con ARTPOP Marilyn diventa la tela stessa.” Si mette quindi sulla tela l’artista e non più la massa. Nel mio progetto, l’oggetto della tela siamo noi stessi e le nostre emozioni, che possono essere
espresse liberamente. Smarrire la propria identità, proiettare la propria debolezza sulla sicurezza dello stereotipo, non potersi o anche non sapersi esprimere sono tutte realtà che percepiamo molto facilmente e di frequente, e di fatto sono l’anticamera per la frustrazione di non accettare o addirittura di non sapere nemmeno chi si sia. Ciò può
essere tradotto in un impedimento fortissimo a qualsiasi tipo di crescita. Il progetto è il primo passo di un processo catartico, non si pone l’obiettivo di annientare la repressione o il dolore, ma vuole conferire a quest’ultimi un nuovo peso, un nuovo colore. Lady Gaga dice a proposito di ARTPOP: “Ha un forte peso, ma ogni volta che lo ascolto mi sento meglio, mi sento più leggera”. Il mio progetto vuole in qualche modo provocare lo stesso effetto. Tutti noi siamo vittime di paure, repressioni
e limiti, il progetto vuole porsi come un passo in avanti nel superamento dei nostri mostri, attraverso l’arte e il pop, due ambiti tanto opposti quanto complementari.

Evento

La perfetta espressione del progetto Cathartsis trova espressione nell’organizzazione e realizzazione di un evento di musica elettronica ed arte contemporanea. L’evento vuole porsi come un nuovo passo verso il superamente delle proprie paure, delle proprie insicurezze e del proprio dolore. Oltre ad una nuova interpretazione del male interiore, Cathartsis vuole presentarsi anche come autocelebrazione di se stessi, un inno all’individualità. Ogni individuo merita di mettere in mostra se stesso, in tutte le sue pecurialità e in tutti i suoi gusti.
Catharsis vuole presentarsi come un filtro di noi stessi, che può andare dal mettere su una tela i nostri sentimenti o il completo delirio durante un’esibizione di musica elettronica. L’evento non vuole porsi come una catarsi completa di noi stessi, ma piuttosto come un’esperienza importante, un bel ricordo, un elemento importante che ci farà alleggerire e andare avanti con maggior sicurezza e autostima.
La progettazione dell’evento è stata seguita in dettagli minuziosi, dalla scelta della location, alle installazioni programmate, fino alle performance di musica elettronica dedicate ad i giovani talenti del panorama musicale italiano.
Ognuno dei partecipanti sarà importante, e sarà chiamato a lasciare un’impronta di se stesso, sia fisica che culturale.

La location

Le officine farneto

Dopo un’attenta selezione, la scelta è ricaduta sulle Officine Farneto. Le Officine Farneto furono costruite 75 anni fa da Enrico Del Debbio, nella zona del Foro Italico. La funzione della struttura ha subito varie mutazioni nel corso della sua storia: da magazzino a fabbrica, da uffici a showroom. La struttura conserva ancora queste peculiarità rendendola suggestiva ed affascinante.
Nel 2005 sono iniziati i lavori di ristrutturazione che hanno permesso agli Ex Magazzini di Casermaggio di diventare uno dei punti di riferimento per le presentazioni di prodotti ed eventi promozionali della Capitale.
Lo spazio si presta perfettamente al progetto Cathartsis, sia per la sua qualità architettonica, sia per l’ampiezza degli spazi affittabili.
Ognuno di essi sarà allestito e destinato per un’attività specifica che renderà l’evento Cathartsis unico e memorabile.
Gli spazi affittati per l’evento saranno essenzialmente tre: il “Giardino d’Inverno”, dove saranno accolti gli ospiti con attività interattive e la “Sala Eventi” con il soppalco, suddivisa in due spazi distinti, ognuno dei quali destinato a attività diverse.
Ognuno degli spazi sarà rinominato in chiave pop ed artistica.
La sala eventi ha una capienza di 1500 persone, il Giardino d’Inverno di
400. L’intero fabbricato prevede la presenza di quasi 2000 persone per l’evento.

Un mondo pop

La location sarà suddivisa in spazi predefiniti, i quali saranno ognuno destinati ad attività diverse, incentrate su stili e culture artistiche differenti tra loro.

 

ExpoWelcome – Lo spazio dedicato all’accoglienza dei partecipanti all’evento. Esso coincide con il “Giardino d’Inverno”, uno spazio all’aperto situato all’ingresso delle Officine Farneto. In questo spazio saranno allestite le prime installazioni artistiche ed interattive ed un suggestivo PopCarpet, sul quale i partecipanti potranno sfilare e farsi fotografare, in modo da poter condividere ogni momento sui propri profili dei social networks più famosi.

 

ArtRave – Il cuore di tutto l’evento. La sala è la più grande della struttura ed è corredata di un soppalco sul quale è possibile assistere a tutto l’evento. La sala sarà il fulcro espositivo, saranno infatti allestite installazioni artistiche interattive e montato un palco sul quale si esibiranno band emergenti di musica elettronica.
La sala sarà inoltre corredata di un angolo bar dove sarà possibile usufruire della consumazione omaggio consegnata all’ingresso.

 

AmenFashion – Collegata alla Sala ArtRave, nella AmenFashion sarà allestita una lunga passerella nel quale sfileranno capi d’abbigliamento alla moda e all’avanguardia ispirati al progetto Cathartsis ad opera dell’Accademia Italiana della Moda.

Comunicazione

La campagna vuole portare in scena i valori del progetto e dell’evento. Il concept dell’evento era quello di mettere sulla tela le proprie emozioni, lasciarle esplodere attraverso la musica elettronica e l’arte, di qualunque ambito e tipologia. Per la prima volta, l’oggetto della nostra tela siamo noi stessi, non abbiamo vincoli e limiti, è arrivato il momento di essere noi stessi. Ognuno di noi conserva al suo interno un potere, il quale può indirizzarci ad un percorso catartico.
Da questo concetto, verrà costruita l’intera campagna di comunicazione visiva dell’evento.
Uno dei temi principali dell’evento è la musica. Nel mondo contemporaneo, la musica ha tanti dispositivi di ascolto, come lo stereo. Ogni apparecchio possiede uno “switch”, il quale permette la regolazione del volume.
L’evento vuole “abbassare” i nostri pensieri, i nostri impegni giornalieri ed “alzare” le nostre emozioni, lasciandole libere di fare il proprio corso, senza vincoli.
Da qui nasce la campagna “It’s Your Time”, la quale vuole sintetizzare tutte le sensazioni del progetto Cathartsis. Il soggetto della campagna è lo spettatore, il quale è chiamato ad agire, a mettersi in gioco ed a conoscersi. È arrivato il momento di essere se stessi, ed aprirsi all’arte ed alla musica, potendo esprimersi liberamente.

Cathartsis

siamo

tutti noi!

Edoardo Peltrini

Progetto di tesi: Quasar Design University

Anno: 2015